La rivoluzione (annunciata) del design

Sono molti e diversi i trend legati alla sfera abitativa che stanno prendendo piede quest’anno e che quasi certamente continueranno a mantenersi negli anni giacché non sono delle mode del momento, bensì delle vere e proprie rivoluzioni che da diverso tempo si prestano ad essere una sorta di diktat (complesso di condizioni non negoziabili) che lega l’arte dell’abitare moderno con il benessere, lo stile e la funzionalità.

In un’epoca dove l’anticamera e i corridoi sono diventati dei veri e propri “lussi”, le “aree di passaggio” vengono inglobate, sparendo, in aree dove gli spazi diventano sempre più fluidi e multifunzionali. In questa rimodulazione degli ambienti, le soluzioni “trasformabili” hanno preso il sopravvento e gli arredi modulari, a scomparsa e “intelligenti” non sono mai solo quello che sembrano. Qualche esempio? La consolle si apre – quadruplica la sua grandezza – e diventa all’occorrenza una comoda e spaziosa postazione lavoro; il basso tavolino in salotto si alza e si allunga e si converte in tavolo da pranzo; la cucina completa sparisce completamente dentro un armadio e le pareti attrezzate a soggiorno – con o senza divano – si trasformano in camere matrimoniali o singole pronte all’uso.
Il concetto di casa sfrutta tutte le larghezze, le altezze e le profondità dell’ambiente, ecco che di notte con un click il letto scende dall’alto assorbendo il settore living e di giorno risale diventando un tutt’uno con il soffitto, nelle mura si scavano delle nicchie che diventano librerie e le finte pareti rivestite diventano invisibili guardaroba.

Dalle cantine e dalle soffitte dei nonni emergono dei veri capolavori dimenticati e impolverati che, purtroppo, alle volte capitano tra le grinfie di veri e propri “macellai del design”.
Ok, la crisi ci ha reso più prudenti e il recupero di un vecchio mobile può essere un divertente passatempo in grado di dare grandi soddisfazioni, ma prima di metterci mano seguite i tanti tutorial che la rete offre e prima di tutto assicuratevi del valore effettivo del pezzo in questione.  Tenete a mente che effettuare un restyling utilizzando colori vivaci non sempre è la soluzione migliore e che il più delle volte basta togliere qualche anta, dedicarsi al découpage, sostituire una stoffa, cambiare i pomelli, accentuare le decorazioni con il colore, utilizzare la vernice lavagna… per dare nuova vita ad una credenza, un comodino o una cassettiera démodé priva di carattere.

Quello della carta da parati è un trend che, anno dopo anno, continua a conquistare anche i più scettici e grazie alle sue innumerevoli caratteristiche può essere applicata in ogni zona della casa. Ma come scegliere il rivestimento giusto? Prima di ogni cosa è opportuno valutare le caratteristiche dell’ambiente facciamo alcuni esempi: per una stanza poco luminosa prediligete tinte chiare in modo da fare apparire il locale meno angusto e più grande. per le piante irregolari caratterizzate e valorizzate proprio le sporgenze rendendole il punto focale del vano; in caso di soffitti alti optate per geometrie orizzontali per ricreare otticamente un illusione d’ampiezza e, contrariamente, in caso di soffitti bassi scegliete quelle verticali perché amplificano le altezze. Non dimenticatevi di mantenere un filo conduttore cromatico con i complementi d’arredo, fate attenzione a non esagerare e scegliete il motivo giusto che comunichi con lo stile della vostra casa. Ci si può sbizzarrire anche con le carte in 3D o con quelle dai diversi effetti come la pietra, il legno, il marmo, a mattoni… sul mercato ce ne sono di meravigliose e di realistiche.
Armonia e bilanciamento, questo è un tasto dolente perché spesso abbozza con i gusti dei padroni di casa. La prima regola è non affollare una parete con oggetti diversi tra loro: l’effetto stonante spesso è un valore aggiunto che può piacere o meno, ma l’importante è che sia l’unico e non uno dei tanti.
La scelta stilistica è importante e bisogna mantenerla, ecco perché prima di arredare casa bisogna avere le idee chiare. Partiamo dal presupposto che è meglio aggiungere un pezzo per volta piuttosto che combinare stili e colori che tra loro non legano per nulla. Ricordatevi che la casa è un nido, è accoglienza e non deve essere un luogo freddo asettico e impersonale; allo stesso tempo tenete a mente che rompere gli schemi può essere d’aiuto, ma esagerare non porta mai nulla di buono. Per capire meglio questo concetto ci appoggiamo ad un avverbio e aggettivo svedese: “lagom” che nella nostra lingua possiamo tradurre in “quanto basta” (qb proprio come per le ricette in cucina). Il termine nei Paesi scandinavi, e non solo, è uno stile di vita che racchiude il concetto di serenità e di rispetto per la natura e si traduce in ambienti privi di oggetti futili dove il vintage, i materiali di recupero accostati ai mobili minimal, il legno, i filati naturali e la presenza di molte finestre e lucernari – che permettono alla luce naturale di entrare ovunque – si fondono insieme.  
Non possono mancare le piante, protagoniste indiscusse di ogni zona utilizzate, anche, come elementi d’arredo al posto d’inutili soprammobili di plastica (materiale assolutamente abolito) o come fonte di sostentamento nel caso in cui si avesse la possibilità di sfruttare parte di un appezzamento di terreno come orto.

Passato e futuro si mescolano insieme dando origine al “modernico”: un modo di arredare ben conosciuto che da qualche tempo ha trovato un suo termine identificativo. Tradizione e innovazione convivono nello stesso ambiente senza sgomitare valorizzando, a contrasto, l’uno le qualità dell’altro. Le contrapposizioni trovano un perfetto equilibrio quando l’insieme non assume una sensazione di forzato soffocamento e quando ogni pezzo riesce a brillare di luce propria. Qui vige la legge del sottrarre e dello spazio .

Da Nord a Sud l’Italia è un Paese pet-friendly, secondo un’indagine IRI l’86% dei nostri connazionali è contrario alla produzione di pellicce, circa il 70% dice di non apprezzare la caccia e oltre l’80% si dichiara contrario alla vivisezione. Gli intervistati sostengono che un cane o un gatto migliorano la qualità della vita e per questo motivo il 22,5% ne possiede un esemplare, il 13% due o tre e il 7,4% dichiara di prendersi cura di quattro o più bestioline. Dall’analisi si stima che siano almeno 60 milioni i pet membri, a tutti gli effetti, delle famiglie italiane e il design non poteva non tenerne conto. Cucce, ciotole e affini invadono la casa e fanno pendant con il resto dell’arredamento riproponendo i medesimi colori, le stesse fantasie e gli identici tessuti dell’ambiente circostante in un gioco di micro e macro che valorizza il background generale. Anche la progettazione dell’arredo presta attenzione alla comodità degli animali studiando soluzioni in grado di accogliere padrone e cucciolo sotto lo stesso tetto.

La rivoluzione (annunciata) del design

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